Colombia: nel 2012 aumenta lo sfollamento a Valle del Cauca, ma la risposta del governo è inefficace
02 maggio 2013

Nell'agosto scorso, in coincidenza con il picco delle violenze, la Divisione per la prevenzione del rischio di violazione dei diritti umani ha emesso un comunicato in cui 59 dei 169 quartieri di Buenaventura sono classificati ad alto rischio.
Ultimo informe del JRS Colombia, Buenaventura: una crisi umanitaria senza risposta
Gli abitanti del distretto di Buenaventura sono tre volte più passibili di sfollamento forzato della popolazione del resto del paese, Valle del Cauca, Colombia (Sergi Camaras/JRS)
Bogotá, 2 maggio 2013 – L'anno scorso a Buenaventura, distretto della regione di Valle del Cauca, l'inasprirsi degli scontri tra paramilitari, guerriglia e forze di governo ha comportato lo sfollamento di oltre 5.200 persone. Come evidenziato da un rapporto del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, Buenaventura: una crisi umanitaria senza risposta, pur di fronte all'incremento degli sfollamenti forzati, il governo non è riuscito a garantire nella regione assistenza alle vittime di violenze.

Anziché porsi, con il contributo delle ONG, in prima linea nel fornire assistenza, lo Stato ha mantenuto una posizione del tutto diversa. Il fallimento del governo, prosegue il rapporto del JRS, ha quindi esacerbato la crisi umanitaria. Per fare un esempio, i funzionari statali si sono spesso rifiutati di registrare le vittime di sfollamento presso l'anagrafe nazionale, contravvenendo alla sentenza emessa nel 2012 dalla Corte Costituzionale e negando di fatto ai cittadini colombiani il diritto alla verità, alla giustizia e al risarcimento.

L'anno scorso, circa 230.000 colombiani sono stati costretti dal clima di violenze a fuggire dalle proprie abitazioni – più o meno 5 ogni mille abitanti. Nel distretto di Buenaventura, la situazione è molto peggiorata, sfiorando il triplo della media nazionale. Nell'agosto scorso, in coincidenza con il picco delle violenze, la Divisione per la prevenzione del rischio di violazione dei diritti umani ha emesso un comunicato in cui 59 dei 169 quartieri di Buenaventura sono classificati ad alto rischio. In queste aree, il gruppo paramilitare La Empresa controlla il commercio della droga e altre attività illegali, utilizzando contro i civili l'arma dell'intimidazione.

Il JRS Colombia ritiene che le dinamiche del conflitto a Valle del Cauca non siano più le stesse di un tempo. In contrasto con le dichiarazioni rilasciate dai funzionari statali che danno come migliorata la situazione della sicurezza, questa si è andata deteriorando. Le lotte tra numerosi gruppi paramilitari e criminali – Rastrojos, Urabeños e La Empresa – e il gruppo guerrigliero di sinistra Las FARC per il controllo della produzione di cocaina nella zona ha provocato sfollamenti di massa più volte nell'anno, in particolare in aprile e agosto. Come conseguenza diretta del conflitto, nel 2012 nella regione Valle del Cauca hanno peraltro perso la vita più di 700 persone.

Accesso ai diritti e risposta istituzionale. Nonostante la pessima situazione della sicurezza, le popolazioni locali giudicano aspramente la risposta data dalle autorità governative che spesso si rifiutano di riconoscerne ufficialmente lo status di sfollati. A quanto riferisce il JRS, laddove le popolazioni sfollate vengono registrate, l'unità preposta impiega più dei 60 giorni previsti per completare le singole pratiche, ponendo un carico eccessivo sulle autorità distrettuali. I gruppi di sfollati lamentano inoltre il fatto che i funzionari addetti usano un linguaggio tecnico che rende un processo, già di per sé complesso, ancora più problematico.

La mancanza di coordinamento e di cooperazione, unitamente all'esistenza di una situazione conflittuale tra i vari livelli della burocrazia di stato, hanno impossibilitato le popolazioni sfollate ad accedere al sistema di assistenza e protezione. Anche a fronte di azioni legali mosse da sfollati a propria tutela, lo stesso JRS ha osservato numerosi casi in cui le autorità di Valle del Cauca non hanno tenuto in alcun conto le sentenze emesse dai tribunali.

Conflitto sì o no. Agli sfollati viene spesso negata assistenza umanitaria poiché gli autori delle violenze non sono ritenuti "parti del conflitto armato". A dispetto della sentenza della Corte Costituzionale del 2012 che impone l'adozione di definizioni più ampie e complete delle "parti di conflitto armato", i criteri per l'inclusione nel registro delle vittime non sono stati ancora modificati. A molti viene quindi tutt'ora negato l'accesso al registro perché ritenuti vittime di criminali comuni, ignorando così il rapporto tra crimine organizzato e conflitto.

Un'analisi dettagliata del conflitto in corso nel distretto di Buenaventura rivela l'esistenza di un conflitto armato nella zona. Il rapporto del JRS sottolinea come, tenuto conto degli obblighi della Colombia derivanti dal diritto umanitario internazionale, e in linea con le successive sentenze della Corte, a tutti gli sfollati con la forza dovrebbe essere garantito accesso al sistema nazionale di assistenza e indennizzo.






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